Descrizione
Non solo tradizione e fede, ma anche tecnologia e futuro: è stata presentata nei giorni scorsi a Palazzo dei Priori la seconda edizione di Vicino Rosa, il progetto nato lo scorso anno per proporre un’esperienza unica e immersiva del trasporto della Macchina di S. Rosa. Una tappa significativa di un percorso che guarda oltre i confini cittadini ma nel solco della tradizione viterbese.
La sindaca Chiara Frontini, sottolineando l’importanza dell’iniziativa, ha ribadito l’impegno costante del Comune nel lavoro di valorizzazione e divulgazione della festa più cara e sentita dai viterbesi, riconoscendo nel progetto un ulteriore e imprescindibile strumento per proiettare il trasporto al di fuori della città di Viterbo.
Il vice sindaco Antoniozzi ha evidenziato la rapidità e l’eccellenza con cui il progetto è stato portato a compimento, sottolineando, inoltre, quanto lo stesso progetto si inserisca perfettamente nell’ambito della candidatura di Viterbo a Capitale Europea della Cultura 2033.
In rappresentanza della curia e in veste di vicario episcopale per la pastorale della formazione, cultura e tradizioni, e direttore ufficio IRC, è intervenuto don Massimiliano Balsi, che ha ribadito come questa innovazione dia la possibilità di interagire con il trasporto sotto una diversa prospettiva e come la tecnologia possa divenire strumento di coesione sociale, umana e spirituale.
Il presidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa e vice presidente GRAMAS Massimo Mecarini ha evidenziato l’impegno nel promuovere l’iniziativa con tutti i mezzi disponibili, dichiarando che anche le altre città della Rete delle Grandi Macchine a Spalla, Patrimonio Immateriale UNESCO, guardano all’esempio di Viterbo con grande ammirazione e stupore dichiarandosi interessate a progettare esperienze analoghe.
Raffaele Ascenzi, architetto e ideatore di "Dies Natalis", ha espresso il parere di chi conosce la Macchina nella sua essenza più profonda. "Mi sono soffermato sullo sguardo che hanno gli angeli alla base, rivolto verso la santa, e sembra di essere dentro i loro occhi", ha dichiarato con un’immagine in grado di evocare la bellezza silenziosa che solo l’arte e la fede possono ispirare.
L’archeologo Gianpaolo Serone, fondatore di Archeoares, ha evidenziato come Vicino Rosa permetta al patrimonio culturale immateriale di cristallizzarsi nel tempo, conservando intatta la propria essenza per essere consegnata alle generazioni future. Un messaggio che si intreccia con il progetto parallelo per il patrimonio architettonico “Oltre la Pietra” e con le nuove esperienze tecnologiche inserite nel percorso di visita al Polo Monumentale Colle del Duomo.
Maurizio Fuggi, titolare di Supa Studio, ha concluso gli interventi focalizzando l’attenzione sulle caratteristiche tecniche del prodotto, sottolineando l’entusiasmo alimentato dai riscontri positivi raccolti insieme ad Archeoares in fiere strategiche come TTG Rimini, BIT Milano e BMT Napoli. Tutto ciò apre ora alla possibilità concreta di portare Vicino Rosa anche all’estero.
Dopo l’esperienza pilota dello scorso anno, sostenuta da ENIT, dalla Rete delle Grandi Macchine a Spalla e premiata dal Bando di Idee per la Cultura - una delle iniziative del primo Festival dell’Economia della Cultura, promosso dalla Regione Lazio e realizzato da Lazio Innova, con il patrocinio del Ministero della Cultura e con la media partnership di RAI e Sole24Ore - oggi l’ambizione punta oltre i confini della città per consegnare Vicino Rosa a un pubblico internazionale. Dies Natalis si prepara a incontrare il pubblico a partire da aprile 2025 con una serie di appuntamenti che saranno resi noti a breve, sulle pagine social ufficiali di Archeoares, di Vicino Rosa e del Comune di Viterbo.